placidemalinconie…
Oggi sarà una giornata un po’ così.
E’ un anniversario.
Si ha un bel dire che i giorni sono tutti uguali.
Non è vero affatto.
Esattamente tre anni fa oggi perdevo qualcuno di amatissimo.
Qualcuno che aveva lottato disperatamente per non andarsene.
Un guerra lunga, estenuante, fatta da tutti insieme, in famiglia.
Crudele e insensata, come tutte le guerre.
Questo scrivevo subito dopo e allora agli amici che l’avevano vissuta in silenzio accanto a me.
Prediletti miei,
è finita la mia guerra privata lunga e dolorosa.
Era giovane Anna, la mia mamma: 20 anni più di me.
Ed è questa la cosa che mi fa più rabbia, avrei potuto averla vicina per tanti anni ancora.
Ed era bella mamma; alta, bionda, occhi verdissimi.
Sì, lo so cosa pensate: io assomiglio a papà. Questa è una battuta che mi son sentita fare dall’adolescenza in poi…:-)
Da lei però ho ereditato il senso dell’umorismo, il saper vedere il lato buffo nelle tragedie e la tragedia nelle cose buffe; soprattutto le sono grata per avermi insegnato a non prendere mai nulla troppo sul serio, a partire da me stessa per finire a quelli che troppo sul serio si prendono di natura.
E mi ha inculcato anche l’unica educazione vera che esista al mondo: l’umiltà, la gentilezza, la sensibilità, l’onestà e il rispetto per chiunque sia umile, gentile, sensibile, rispettoso ed onesto, qualunque sia il suo incarico su questa terra.
Molti di voi la ricordano così come è nella foto allegata; gliel’ho fatta io quella foto, avevo 7 anni, e una macchinetta da niente.
Ed è così che la ricorderò sempre, perché il tempo per le mamme non passa mai: le vediamo sempre con gli occhi di figli, quindi di bambini.
Io non so se tra voi che mi leggete c’è qualcuno che abbia già provato tutto questo; anzi no, di qualcuno so, e so pure che le sensazioni sono identiche alle mie, anche a distanza di tanti, tanti anni.
So anche che è nella logica della Natura il perdere i genitori.
Però oggi sono e voglio essere illogica e triste, come una bambina qualunque: perdonatemi.
Anche le placide signore a volte hanno voglia di fare discorsi scemi e inutili come questi, e di rifugiarsi nel silenzio assoluto dei ricordi.
Oggi scusatemi, ma oggi va così.
Per ora vi lascio con un bacio e un sorriso, come quelli che avevo un giorno catturato qui, sempre con una macchinetta da niente.
Fate i bravi, prediletti Tesorimiei.
A domani: e sarà tutto più sereno.
Placida
22 Marzo 2006 alle 00:29
Alla bimba qualunque, illogica e triste, un’altra bimba qualunque può offrire, una mano, una spalla, un abbraccio, una scatoletta per raccogliere il silenzio che straborda ed un’altra scatolina, con dentro una carezza. Tutte cose da niente. Quest’ultima non è necessario usarla subito: mettila in tasca, portala in giro con te e tirala fuori quando ti andrà di farlo.
Domani, può darsi, quando sarà tutto più sereno. :-*
22 Marzo 2006 alle 00:31
Buonanotte serena cara Mitì. A me ne sono passati cinque di anni, ed è vero che rimane quel senso lì. Ma la vedo qui con me anche in momenti convulsi come questi e so bene quanto non c’è. In qualche misura è bello poter condividere anche questo. E ti do questa buonanotte. bruno
22 Marzo 2006 alle 00:34
Io ho perso mia madre l’anno scorso. E’ successo in casa sotto i miei occhi e ho ancora addosso il mio urlo straziante di dolore. Capisco benissimo come ti senti. Un bacio e un abbraccio forte forte sono le uniche cose che ho da offrirti.
22 Marzo 2006 alle 00:39
Come ti assomiglia in quel bacio e in quel sorriso!
22 Marzo 2006 alle 01:14
Seguo questo suo blog da molto tempo, come semplice lettore silenzioso.
La leggo ormai quotidianamente come si leggerebbe una rivista, o una delle firme preferite sul quotidiano.
Ogni volta lei mi dona sorrisi, motivi di riflessione, perle di cultura e saggezza.
Stasera in più mi ha regalato l’emozione della tenera sorpresa di chi legge i parole altrui gli stessi sentimenti provati tanto tempo fa e mai saputi esprimere con tanta levità e dolcezza.
La semplicità incisiva d’espressione e suggestiva condivisione è dono dei Grandi di spirito e di cuore. Come indubbiamente è lei, gentile signora Mitì.
Per questo ho rotto il silenzio. Per dirle grazie di tutta questa serena intelligenza e sensibilità così rara di questi tempi.
Paul Bonfanti
22 Marzo 2006 alle 01:15
Un abbraccio forte, Placida. Non posso fare molto di più da qui.
Solo un abbraccio
22 Marzo 2006 alle 02:11
un abbraccio forte, forte, forte.
22 Marzo 2006 alle 06:59
un bacio.
22 Marzo 2006 alle 07:44
era proprio bella
e il tuo ricordo è indispensabile a tenerla dentro,
dove si ha più bisogno di sentire chi amiamo
forse sarebbe più triste, dopo poco tempo, non avere ricordi
io me li sono stretti al petto
e esattamente come bambini, si piange
poi si possono asciugare le lacrime
ecco.
nonostante la difficoltà, mi rendo conto, che sia una giornata buona :)
22 Marzo 2006 alle 07:59
quel tipo di tristezza passa, torna e poi di nuovo passa e torna e passa
- stammi serena
22 Marzo 2006 alle 08:27
Giornate come queste servono, alla memoria e ad apprezzare le cose belle della vita! Ciascuno di noi ha dentro un angolo di tristezza che ogni tanto riemerge forte. Serve anche quello a sentirsi vivi.
Forza Mitì.
22 Marzo 2006 alle 08:44
Certe malinconie sono inevitabili e inguaribili. Come ha già scritto qualcuno si svegliano, si riassopiscono, si risvegliano, si riassopiscono. Fa tutto parte del senso della vita.
Ci sono grandi squarci di azzurro fra le nuvole: oggi è un po’ più primavera di ieri.
22 Marzo 2006 alle 08:49
Io ancora non riesco a lasciarmi andare alla tristezza e all’illogicità, eppure è passato un anno…
Ti strabacio Mamacita, lo sai quanto ti capisco.
22 Marzo 2006 alle 09:08
E’ davvero bella, e si capisce che l’ ami tanto.
Quando si parla di cose così grandi il mio pensiero è sempre che non c’è parola che possa spiegare, consolare.
La ragione è impotente. Pertanto ti abbraccio. Con affetto.
22 Marzo 2006 alle 09:14
Supplica a mia madre
E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
(Pier Paolo Pasolini)
22 Marzo 2006 alle 09:46
ne scemi ne inutili. leggerti ci da la possibilità di abbracciarti, anche se da lontano:*
22 Marzo 2006 alle 09:59
..ognuno di noi ha qualcuno di questi giorni, qualcuna di quelle foto, quei pensieri, quel dolore, come tu hai ben detto..
CONDIVIDERE.
Un dolore condiviso è un dolore dimezzato, una gioia condivisa è una gioia doppia.
Grazie per aver fatto entrambe le cose.
PESCAnoce
22 Marzo 2006 alle 10:00
Io credo che le persone continuino a vivere un pochino nel ricordo che abbiamo di loro, nella musica che ascoltiamo perché loro la amavano, nei piccoli gesti con cui rinnoviamo una loro abitudine, negli sforzi che facciamo per continuare ciò che stava loro a cuore… Niente è importante come il ricordo.
Un abbraccio forte.
Alice
22 Marzo 2006 alle 10:10
(per la tua mamma)
La bellezza è gradita agli occhi, ma la dolcezza affascina l’animo.
Voltaire
22 Marzo 2006 alle 10:40
cara mitì, ti conosco da poco, ma già ho potuto apprezzare quanto solare e buona e cara tu sia. non aggiungo altro, tranne un forte abbraccio. beppe
22 Marzo 2006 alle 10:53
Quando si perde la madre si diventa adulti. Finché c’è rimaniamo figli, anche fino a sessant’anni.
22 Marzo 2006 alle 11:03
Non mi ricordo di aver mai visto quelle due foto, ti mando un bacione grosso grosso.Il tuo fratellone
22 Marzo 2006 alle 11:05
Dolcissima Mitì, la tua mamma era davvero bellissima. Quello che non è vero è che tu hai preso da tuo padre ;-)
Sono una figlia ansiosa che è terrorizzata appena sente sua madre tossire, figurati…posso solo immaginare il tuo dolore, ma da qui ti stringo forte forte.
Blim
22 Marzo 2006 alle 11:07
Grazie per aver condiviso queste emozioni con noi. Sai che ti capisco bene. Un bacio e un sorriso, Giggi
22 Marzo 2006 alle 11:21
sii una bambina qualunque, noi ti volgiamo bene anche per questo:)
22 Marzo 2006 alle 11:32
Plà, per distrarti potresti fare un salto qui a spiegare ai miei colleghi perchè ho gli occhi lucidi. Un sorriso, sempre.
22 Marzo 2006 alle 11:36
Cara, adoro la tua grande dolcezza.
ChiaraC
22 Marzo 2006 alle 12:29
Che bella che è quella foto… rincuorante sapere che qualcosa di lei è parte di te. Siine fiera. Lei potrebbe esserlo, là, dov’è ora.
22 Marzo 2006 alle 12:30
… un silenzio e un pensiero …
22 Marzo 2006 alle 12:43
ci sono passato di già io e so di cosa parla: per me l’otto aprile 95 è data triste e illogica tuttavia, è stata, è passata, ed un pezzo di me è andato via quel giorno. Un abbraccio signora [z]
22 Marzo 2006 alle 13:16
Provato e mai dimenticato. Un sorriso velato d’amaro.:-*
22 Marzo 2006 alle 13:21
Un abbraccio e un sorriso Placida. Trespolo.
22 Marzo 2006 alle 13:23
mi spiace. e non c’è niene di male a dirlo. un abbraccio
mel
22 Marzo 2006 alle 13:49
pensavo che il tempo servisse, ma il tempo non serve. ieri è sempre oggi per il dolore. per quel dolore. un abbraccio a te.
22 Marzo 2006 alle 15:03
non posso dire che ti capisco, perché non mi è successo.
So che al solo pensiero mi sento mancare la terra sotto i piedi.
E mi viene da stringere i pugni, strizzare gli occhi, scuotere la testa e dire : no no no.
Siamo tutti bambini in queste circostanze, in cerca di un rifugio qualunque. Come un bel ricordo,ad esempio.
La tua mamma è bellissima, e anche la foto.
:-)
22 Marzo 2006 alle 15:13
Ora piango…
22 Marzo 2006 alle 15:29
io ho il terrore di perdere la mia.
dolce placida, un bacio e un abbraccio e ricordi di immagini soavi.
22 Marzo 2006 alle 15:39
non c’è crescita senza sofferenza.
io credo che questo sia l’ultimo regalo che ti ha fatto.
22 Marzo 2006 alle 16:29
Per fortuna non ho ancora perso nessuno di importante, se non una fidanzata qualche anno fa!
Ale
22 Marzo 2006 alle 17:36
cosa posso dire… ogni parola suonerebbe stupida… preferisco un gesto che possa farti star meglio… un abbraccio, penso…
ciao
22 Marzo 2006 alle 17:46
Mio padre è morto così giovane che non ha fatto in tempo a vedermi sposare, lavorare, avere figli. Sono passati 35 anni e ancora grido che è stata un’ingiustizia per entrambi. Ho un buco dentro pesante come il piombo. Gli parlo sempre e lo piango.
Ti abbraccio
Anna_AR
22 Marzo 2006 alle 18:15
Tieni sempre viva la consapevolezza di averne saputo cogliere il bello con lo sguardo e con il cuore.
:-*
22 Marzo 2006 alle 18:18
***
22 Marzo 2006 alle 19:05
un abbraccio.
:-(
:-*
22 Marzo 2006 alle 19:08
Che dirvi? Tutto mi sembra più lieve. Vi voglio bene. :-**********
22 Marzo 2006 alle 19:48
:*
22 Marzo 2006 alle 20:26
Ci sono anch’io, ci sono anch’io…
Dulcis in fundo :-))
Un abbraccio Placida signora.
22 Marzo 2006 alle 20:31
Io non sono diventata grande quando ho perso papà e mamma. Nemmeno più matura. Neanche più saggia. Tantomeno più forte. Quindi questo è come un bacio da bimba
*
22 Marzo 2006 alle 21:47
“Quello che resta non è che cenere,
quello che lascio è la mia eredità.”
(E. Pound)
Lei ha lasciato sicuramente molte cose belle. Una di queste sei tu.
23 Marzo 2006 alle 22:55
quanta dolcezza nei tuoi ricordi. che bella è la tua mamma, mi diceva una signora che l’aveva conosciuta che era una Signora bellissima , stupenda. grazie di avermi fatto piangere.
lucetta
23 Marzo 2006 alle 23:37
Non vorrei mai farti piangere, Lucetta..:-*
24 Marzo 2006 alle 22:49
ti leggo tutti i giorni, mi piace molto come scrivi, metti serenità, gioia e io mi sento così “piccola” così non mi inserisco quasi mai. ti abbraccio
lucetta
24 Marzo 2006 alle 22:58
Lucetta mia dolce, ma che dici? Qui sei a casa! Abbracciami il tuo bimbo quando lo vedi. :-**
18 Giugno 2008 alle 00:01
[...] inevitabilmente. Come quella di oggi, in cui si sommano problemi e ricordi. Sarebbe stato il suo compleanno, oggi. E immersa come sono in quella casa, lo sento ancora di più. E’ inutile: passano [...]